Prendere o lasciare
1. Corre l’indice sull’ultima mappa rimasta.
L’indice (il dito della sapienza, dell’orgoglio)
striscia
alla ricerca del suo oggi e del suo domani fugge dal suo
passato
alle volte è incerto
cerca il suo
sonno il suo trionfo il suo percorso e
poi fu notte
si alzò un vento agro
le città intorno ai monti spensero i lumi
si accese un’alba verde gialla
promise sorprese.
Il dito sulla mappa continua a cercare cercare cercare
indica fiumi foreste frontiere.
2. Oggi si promette speranza nello spaccio di birra vicino
al porto
la speranza sarà mantenuta
poiché il mio indice (dito del viaggio, della saggezza)
finalmente si è fermato
sopra un luogo
– lì suona non una parola spagnola o italiana ma una
parola inglese
che ancora non conosco.
Negli altri paesi del mondo è domenica.
Lasciato libero di decidere l’indice
(il dito più scontroso, freddo, il dito imprevedibile) è
fermo sulla mappa che indica le montagne
QUESTO È IL CUORE DEI DISTRETTI MINERARI
GROSSETO O BARNSLEY?
Siamo come la ciurma di una nave diceva calmo Davide
Lazzaretti
cento anni fa
il contadino il minatore l’operaio il povero mentre
le frecce degli indiani lo trapassavano fra gli alberi
sui monti della Toscana – la terra sembrava un velo nel
mare.
PECCATO SE DEVO MORIRE dice oggi Davide Lazzaretti
respirando a
fatica IO AMO LA MIA BARCA
COME FACCIO A SBARCARE
SAREBBE UN NAUFRAGIO poi ho conosciuto in miniera
vestita da uomo
Sara Ogan
o Molly Jackson
o Florence Reese
il mio indice verga sulle pareti di carbone la parola
ATTESA
la parola DOMANI la parola PAZIENZA la parola MAI
e se c’è bisogno di soldi nessuno si nasconde
le caverne sull’Amiata assomigliano alle finestre
dell’Olimpo
spalancate per le pulizie d’agosto.
Questa è la zona del marasma totale.
3. Cresce una generazione che sa leggere bene perfino la
poesia ma cento anni fa
un giornale era un giornale non una cosa da poco. Sul
giornale
c’è tutto anche oggi che indica
negli ultimi mesi del 1984 a Torino a Milano molti operai
suicidi (per disoccupazione).
Alle 5 della sera
la gente non esce più
le strade vuote se non c’è il sole
i vecchi aspettano con gli occhi aperti
ascoltano
qualche volta aprono la televisione.
OH QUANDO SI SCIOGLIE LA NEVE
OH QUANDO LE NUBI CHE CAMMINANO RITORNANO
ROSSE
OH QUANDO POSSO FARE IL BAGNO ALL’APERTO
FRA I RANOCCHI mentre sulle montagne
astri strani sibilando astri
esplodendo errando sulle montagne andando
anch’io vedo quel cielo scuro.
È AFFASCINANTE IPOTIZZARE IL FUTURO
SPECIALMENTE QUANDO SEMBRA PURA FANTASIA
Sheffield Barnsley Cortondown Pontefract sono oro
colato
mentre i pesci nuotano nell’inchiostro
NON SI PUÒ ESSERE NEUTRALI.
4. HAI PASSATO LA VITA A INCOMINCIARE
il mio pozzo è la mia vita
DODICI BAMBINI SONO VOLATI DA WAKEFIELD
SUL MONTE AMIATA IN TOSCANA
lì Davide Lazzaretti raccoglie le ombre della sera sulla
mano
e le porta nei boschi.
QUESTO È IL CUORE DEI DISTRETTI
MINERARI
si assomigliano tutti
dice il mio dito fermo sulla mappa
qua e là ci sono cieli senza nuvole
o sono punti e sembrano zero.
L’ULTIMATUM È PRENDERE O LASCIARE.
Un libro aperto sopra un muro incide le ore del giorno
fotografa il volo degli uccelli.
Le patate cuociono sotto la cenere.
Il carbone è gomma da masticare.
Andrò a teatro quando tutto sarà finito.
5. Il mio dito si ferma.
LA GRANDE MISERIA CREA DI NUOVO LE GRANDI
NECESSITÀ.
Non è possibile rendere credibili le cose
possibili?
La risata di un bambino
tac tac tac cade si spezza per terra.
RICOMINCIAMO DA ZERO dato che
sono uno che vede l’oro anche dove c’è il buio.
ADDIO, ESTATE SENZA AUTUNNO.
Nota dell’Autore
Davide (Lazzaretti), nato nel novembre 1834, fu ucciso il 18 agosto 1878 sul monte Labbro in Toscana dalla polizia, mentre coi suoi discepoli (erano operai, pastori, contadini, minatori della montagna Toscana) compiva una processione in maschera piena di canti, di suoni, di preghiere. La processione era stata proibita dal Governo. Onesto, tenero, umanissimo; eppure intransigente e duro sino al sacrificio; coraggioso fino alla morte, Davide Lazzaretti prometteva a tutti un mondo di verità, di bene e di giustizia. Sempre ignorato (anche adesso) dalla cultura ufficiale, egli continua a darci una testimonianza vigorosa del valore morale che hanno le scelte di vita legate ai sentimenti e alle speranze vere dell’uomo. Perseguitato e braccato, Davide Lazzaretti non si è mai lasciato piegare o rassegnare. Per questo mi sembra un naturale compagno e amico – da tempi lontani – dei minatori inglesi di oggi. O degli operai napoletani.
Bologna, aprile 1985
Il Taccuino di Cary, n. 1, 16 aprile 1985.
Informazioni aggiuntive
- Tipologia di testo: poesie pubblicate in quotidiani o riviste
- Testata: Il Taccuino di Cary
- Anno di pubblicazione: n. 1, 16 aprile 1985


