Civitella del Tronto

Civitella del Tronto è uno di quei paesi italiani, stupendi e severi, che suscitano ancora forti sentimenti; e che non si visitano senza emozione. Citata per la prima volta in un documento del 1001, collocata fra Teramo e Ascoli Piceno, a un’altitudine di circa 600 metri e a 30 chilometri dall’Adriatico, è circondata da un panorama che va dal mare alla Montagna dei Fiori, al monte Fultrone, al Gran Sasso, alla Maiella, fra boschi luce cielo e gran chiamare d’uccelli. Ma chi la domina, la esalta e la contrassegna è la sua fortezza; uno degli esempi più alti e completi in Europa di architettura militare.

Sistemata e ampliata verso il 1445, fu trasformata in un poderoso complesso di difesa da Filippo II di Spagna, a baluardo del Viceregno di Napoli. Subì il primo grande assedio da parte dei francesi nel 1557. Il secondo nel 1806 dall’esercito napoleonico. Il terzo, leggendario, dal 2 novembre 1860 al 20 maggio 1861 dai piemontesi dilaganti verso il sud. Fu una resistenza superba e disperata, fino all’ultima cartuccia. Ripagata alla fine dal vincitore con la fucilazione dei capi, la violenza sui singoli e nei mesi seguenti con il criminale smantellamento a colpi di mine del forte. Che adesso sta lì, come un albero spaccato dal fulmine, a testimoniare che chi vince spesso è peggiore dei vinti. E i vinti si fecero molto onore in quei mesi, durante i quali non solo i soldati asserragliati, ma l’intero paese (salvo pochi) era in armi per offrire l’ultima resistenza del sud contro unnemico spesso soltanto feroce.

Ma oggi, chi sale al paese, sarà rimeritato intanto da una stupenda occhiata sul mondo; dalle stradine antiche, silenziose, in salita; e dai particolari minuti che potrà osservare e godere. Palperà la storia con le mani, ruvidamente. Purtroppo la fortezza, da tempo, è chiusa. Speriamo che chi amministra si svegli dal sonno e si decida a farla riaprire, come un bene a servizio della comunità.

Per chi vuol restare ci sono alcuni buoni alberghi e cibi tradizionali squisiti, fra cui i maccheroni alle ceppe.

 

 

 

«L’Espresso», 6 giugno 1982.

 

 

 

 

Informazioni aggiuntive

  • Tipologia di testo: articoli su quotidiani, settimanali e mensili
  • Testata: L’Espresso
  • Anno di pubblicazione: 6 giugno 1982
Letto 2473 volte Ultima modifica il Giovedì, 02 Maggio 2013 15:22
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