L’orso è fra le pere III (con lo pseudonimo Aristodemo Cavaforni)

[segue] Sulla strada, davanti al civico n. 567, in via Spadazza Lanciacorta, c’è un assembramento di persone; uomini e donne che guardano incuriosite, qualcuno tace o borbotta, o parla a voce bassa con un vicino, oppure a voce alta, e sono i più, chiedono e si chiedono:

– Cosa c’è, abbiamo sentito delle grida, degli spari!

– Non spari, sembrava il terremoto, come quello del Giappone!

– Il terremoto? Oh mio dio!

– Boh! E lassù?

– Dicono che hanno ammazzato uno!

– No, no! Gridavano, cantavano, bevevano. Un’orgia!

– Un’orgia turca, un’orgia birmana!

– C’era anche una suora, che è scappata sul tetto!

– Una suora?

– Non una suora… dicono che era un uomo travestito, un terrorista!

– Soccia, che tempi…! Cosa ci tocca vedere, sentire, patire!

– Tutto di tutto! La suora è scappata sul tetto per sfuggire alle brame di quei satanassi… mariuoli… carogne…

– Ma avete visto le torri? L’Asinelli, la Garisenda?

– Anche loro sono scappate sul tetto?

– Le hanno appena ricostruite… Cose da pazzi!

– (Cava di tasca il Resto del Carlino e legge) Le bellezze del tramonto visto e goduto dalla finestra, mentre si è immersi nell’acqua calda della vasca da bagno…

– Cosa c’entra con le torri, eh? Ci prendi in giro? Pagliaccio fornicatore; togliti dalla palle, via!

– Ho sbagliato giornale (cava dalla tasca un altro foglio, è La Repubblica e legge); Fornicazioni del Berlusca nell’acqua calda in una vasca da bagno… Dopo aver bombardato il Vaticano e messo il Paese in stato di guerra, ha pure fatto ricostruire le nostre amate torri, simbolo indelebile della nostra arguta città, da un architetto famoso…

(Si spalanca una finestra dell’appartamento al terzo piano, appare Borsini a petto nudo che urla, come se fosse a un comizio in piazza)

– Berlusconi dimettiti… Tutto fa brodo e la gallina è in cantina… Oltre la cricca c’è il bene comune… Abbiamo cento milioni di voti e anche il Papa vota per noi… Sul far della sera Piazza Maggiore si tinge di rosa… Berlusconi? Sei aria fritta e non progredisci più cantando… Ti stiamo alle costole come l’erba cipollina in un campo, ti mordiamo le chiappe con le cifre dei nostri sondaggi… Sei finito Berlusca e noi trionfiamo…! Vincerò le elezioni, ti manderò al confino nella tenuta di Del Sasso in Molise a raccogliere olive… Berlusconi, dì le tue ultime preghiere! Io ti vedo già in mutande…!

– Urrà, urrà, gridano da varie parti (ma non tutti). Urrà… Bischero Berlusconi dimettiti… Va’ a caccia di balene bianche… Va’ a cercare i tartufi nel deserto con i tuoi rais… Urra! Urrà!

(Si sente trillare il campanello di una bicicletta e una voce che urla)

– Pista, pista! Sturm zum Tram in azione di guerra. Largo ai servitori dello Stato e della pace e della pulizia contro il degrado!

(Sono gli agenti Tommasotti Alfredo e Giacobassi Vladimiro che arrivano su una sola bicicletta, uno è seduto dietro e l’altro pedala. Chiedono a voce alta)

– Dov’è la suora?

– La suora? È un terrorista travestito, un sabotatore, uno sparatore… badate a voi!

(I due agenti, scaraventata la bicicletta contro il muro, si buttano nell’androne per salire le scale. Intanto Borsini continua a gridare; in questo momento sembra, anzi è, che tutti urlino)

– Il centro destra ha fallito, noi esultiamo, noi siamo la migliore bistecca della vacca chianina, noi forniamo le bistecche anche al mercato delle idee, noi abbiamo la sfuggente verità del vero, noi le migliori più intelligenti, più gaudiose signore idee del mondo, vinciamo tutti i concorsi di bellezza, tutti i campionati di calcio, tutte le aste dei quadri del Caravaggio, tutti i punti al superenalotto, tutte le minestre surgelate, tutti i brodi arricchiti dal vino, tutte le elezioni, tutte le guerre, tutte le rivelazioni, tutte le rivoluzioni, tutte le raccomandate con ricevuta di ritorno, tutti i dolci con farina di castagne arricchiti con la panna. La storia è nostra perché noi siamo virtualmente il DNA dei vincitori… i fichi dalla goccia d’oro nel cesto della politica…

(Entrano i due agenti, lo afferrano alle spalle, lo trascinano via dalla finestra)

– Vieni un po’ qua, disturbatore della quiete pubblica… rovinatore dell’ozio quieto, del dolce sonno dei bravi lavoratori.

(Borsini, volgendosi infuriato)

– Giù le mani, gaglioffi. Sono un’autorità della politica e del pensiero.

– A petto nudo e in mutande?

– Stavamo discutendo in una riunione di partito!

– Dov’è la suora?

– Quale suora?

(Uno dei due)

– Sei in arresto per sottrazione di cadavere. Dove l’avete seppellita, povera suorina?

– Ma siete matti o scemi?

– Adesso chiediamo alle due squinzie (si rivolgono alla Bundù e all’Arabò); appropinquatevi, bellezze!

(L’Arabò)

– Mascalzone marcescente, guarda un po’ queste (mostra la tessera del partito, quella di deputata e quella del tram). Seduta di emergenza, dopo il bombardamento appena annunciato del cavaliere infame!

(I due)

– E questi? (indicano gli altri sotto il tavolo. Gaudacio ronfa, è assonnato dal liquido dolce di Lampedusa).

– Stanchi morti per l’impegno dopo ore e ore di discussione.

(I due)

– Sbronzi, dopo aver compiuto atti contro la morale e per l’omicidio di una suora. Ci aveva telefonato, poverina, proprio contro di voi squinzie e cialtroni, e noi tutelatori del buon riposo siamo subito corsi.

Entra suor Emerenziana (meravigliata)

– Non era stabilito che sareste arrivati fra cinque anni?

– Il numero centodieci, scadente oggi, si è suicidato per amore, così si è aperto un vuoto che noi abbiamo creduto di riempire correndo da questa parte…

(Suor Emerenziana)

– Sia ringraziato Dio per la vostra paterna attenzione… Arrestate questi gestori di obbrobri e di disonesto cantare!

(I due agenti)

– Tutti fuori, siete in arresto, e seguite di corsa noi in bicicletta. (I due agenti spalancano la porta semiaperta, guardano in giro, poi): In piedi, ubriaconi sotto il tavolo, esempio di cattiva condotta in una strada di signori.

(Bagnacorte)

– Se mi tocchi ti allungo un cazzotto.

(I due)

– Se vuoi, puoi anche spararci, malmenarci zotico cialtrone senza terra.

(Bagnacorte)

– Aspetta che mi alzo e ti regalo due papagni sul naso.

(Borsini, con uno strattone si libera dai due agenti, si avvicina ancora alla finestra, la spalanca, si affaccia, urla)

– Folla immensa ascoltami, non guardarti l’ombelico, ma rimboccati le maniche, arrotola i calzoni, siamo in cento milioni che vogliono mandare a casa il cavaliere infame (urla più forte) Berlusconi dimettiti, corri via in America, in Russia, sul Cervino e voi ascoltate ascoltate… egli, servo dei piaceri di Venere e di Bacco, ascoltate ascoltate l’ultima infamia, egli mangia il pollo con le dita.

(Dal basso una voce)

– Come la Regina Margherita?

(Borsini)

– Proprio così, tutto unto e bisunto!

(Mormorio di gente sulla strada)

– Per un pollo si può fare, se il pollo è ben cotto, ma noi il pollo non l’abbiamo.

(Del Sasso si erge, si aderge, grida anch’egli tutto eccitato e in un dialetto ibrido)

– Lu cumpare che s’aggrotta, lu potressimo consirar perdito, Sabina aiutami ma non facitte nulla cosa ca si potresse declamar nefasta; lascite lu libertà a cui capace è d’intendere, taciti possi con l’insolvenza ligale della focazza ai brustulli.

(I due)

– Havete sparato, havete violentato…

(Del Saso)

– Nu se pote dicere… potressimo fissare como nu errore di joventù. Ite, ite, bravi cavulfiori senza radicchio.

(Mariolino Bellagamba si agita)

– Borsini, patacca! Qua è un casino, ma ho un’idea, un’idea. Disponiamoci a scegliere la suora come candidata unitaria alle elezioni politiche, capintesta del nostro partito, lei a reggere il governo e niuno più… Preti, monaci e suore!

(Borsini esulta)

– L’idea di Mariolino est superba! E noi ci facciamo frati dell’ordine di Francesco.

(Divina Arabò)

– Non la suora… io sono la donna di governo, ho l’intitolazione giusta e sarò il primo nome della lista. Io posso emergere, io ho le cartucce in mano.

(Bundù cava fuori dalla borsa di nuovo il pistolone e spara alcuni colpi verso il soffitto)

– Tu ballerai il tango argentino con quel minus habens di Dalimi… sarò io ad emergere, io a detergere il pianto e il piatto del partito. Zoccolona del mar Caspio, mascalzona in frigorifero!

(Arabò)

– Tu vespicula con i capezzoli storti.

(Bundù)

– Ah sì! Avrai i tuoi guai (ricomincia a sparare verso il soffitto. Ai presenti cadono in testa frammenti di intonaco. Sulla strada la gente scappa lontano)

– I terroristi si ammazzano!

(Al terzo piano si rifugiano di nuovo sotto il tavolo. A un tratto si alza un grido, come di vittoria in battaglia. È Dalimi che balza in piedi, batte le mani e grida)

– Vittoria! Empito di prima sera! Il brogliaccio è incandescente! Ho trovato! Trovato! Burgunda è frate Alderigo Franzisco Butazzone de’ Chiari da Cernobbio, autore della cronaca versificata Jocunda senectute (Decameron lombardo)! L’incipit l’ho trovato, è questo: «Si los flores florent come no mai / signification certa est che non en hiver siben / che simo en mai e la rivolucion si ingrippa». (Fa saltelli di gioia, dà un bacio sulla guancia a Lily Marlene, che sembra un’investitura. Anche Dal Sasso dà i numeri, esaltato)

– Potrumma stimpare lu testo dà gnà Ava e ciolsre lu canto senza fiatar lupesca querella. Mi strappo lu dito mastro del lu piedi… La fine è, cotesto die, la fine dell’amore.

(I due agenti)

– Fuori tutti, andiamo in caserma.

(Estracacio Pozzibonci)

– In caserma ci andrai tu, ti conosco bene bischeraccio di mezza estate, id est tuo nonno Ernestino con tua cognata Clèofe la sbrolazza (prende la rincorsa e si getta dalla finestra. La gente sulla strada è tornata a radunarsi.

(Tutti)

– Oh dio! oh dio!

(Pozzibonci resta infilzato con le bretelle nel manico di una bandiera della Lega Coop che sventola al secondo piano e che dice Svendita di rane e ranocchi dei fiumi Reno, Savena e Aposa dal 3 al 31 marzo, prendi due e paghi uno. Chi ne prende 10 ha gratis il relativo sugo alla cipollina. Escono tutti tranne Dalimi, che si rimette a scrivere zufolando una canzone dei Beatles e che avverte)

– Spegnerò io la luce, addio a tutti.

(mentre Pozzibonci, così infilzato, si agita e urla)

– Mondo boia, non c’è un cane che mi dia una mano? Non voglio sventolare fra rane a ranocchi.

(La gente in basso non lo ascolta, si è di nuovo radunata intorno al giovane che legge a voce alta da un giornale. Ascoltano bisbigliando parole di sorpresa)

– QUESTE LE NOTIZIE ULTIME E VERE: IL Vaticano ha arrestato il figlio di Bossi che con i colori a spray ha rifatto il Fortilizio Superale, con il nostro Padre Eterno avente la faccia del padre Umberto con i baffi neri ma, questo è il secondo reato, con la camicia verde sul petto con scritto Roma ladrona. Ma la notizia che sta facendo il giro del mondo è questa: il Berlusca si è fatto musulmano e con il rito musulmano ha sposato le giovinastre succhiasoldi delle notti ardite. Inoltre si è alleato con al Qaeda, con i talebani e i fratelli musulmani e sta radunando un’armata per assaltare la Città del Vaticano. Tale diabolica astuzia azzera l’impegno acuito del tribunale mentre decadono tutte le ragioni che chiamavano in giudizio il cavaliere infame, dopo tanti anni di impegno diurno e notturno. Due giudici si sono dimessi dalla magistratura, e la dott.ssa Ciricini, a capo del team, si è fatta suora di clausura nel convento delle Orsoline a Fontanafredda sul mare, comune di Catanzaro. Gli indici di gradimento, che fino alle ore 10.00 del giorno precedente premiavano il partito di Borsini con una percentuale, a sentir lui, del 103 per cento, sono calati nottetempo al 21,50 per cento, mentre sta crescendo con la velocità del suono il nuovo raggruppamento politico intitolato “I Lupi di Mare, di Terra, di Stagno e di Montagna”, il cui leader è Stracchino Malvolenti da San Biagio di Cavallara, pastore di pecore australiane. Infine, il giovane, trovata la pagina de La Repubblica, legge a voce alta: IMPRESCINDIBILE ORRORE, FURORE, SCONCERTO DI PIEDI E ANIMA. DOVE SIAMO ARRIVATI? QUALE È IL GUASTO DI QUESTA NOSTRA SOCIETÀ AMMALATA? PERSA DIETRO IL LUDIBRIO? LE VITI SONO AMMALATE DI FILOSSERA E IL VINO… no, no! Ecco qui… (legge) Le due torri di Bologna, scapitozzate dal cavaliere infame, durante il suo nefasto bombardamento sulle sante propaggini della casa del Padre Santo sono lì, restaurate a testimoniare la vergogna del nostro tempo. La Garisenda, che pendeva è dritta come un fuso, alta duecento metri; l’Asinelli è di quattrocento metri, ma pende e sembra sempre che sia sul punto di cadere; anzi, a guardarla bene, è protesa ma verticale. Tre turisti olandesi, i primi che l’elicottero aveva scaricati nel restaurant vip, appena sedutisi a tavola e prima ancora d’avere ordinato i tartufi fritti e le polpette di orso del Polo Sud, sono scivolati fuori dalla finestra. Per fortuna una rete distesa ancora sopra gli ultimi sottostanti tralicci ha carpito il loro volo salvandogli la pelle. Causa di tutto ciò il celebratissimo architetto Kasimiro Gur-zu-bam il quale, sembra, è fortemente alcolizzato dopo la disastrosa contesa con l’altro famoso architetto cinese Jemito Lussamato. Il primo era celebrato per aver progettato il grattacielo più alto del mondo, metri 800; il secondo, poco dopo, si era presentato progettando e realizzando, nel Dubai, un grattacielo, delicatamente smosso dal tiepido vento, alto 1230 metri. Ciò aveva debilitato psicologicamente il primo, che si era scatenato progettando un grattaterra (cioè scavando in giù) di metri 1800, quindi non più scagliato nell’aria ma sprofondato. Salvo che, arrivati quasi al fondo, aveva importunato il bordo di un vulcano enorme, spento da secoli, che s’era addormentato e, risvegliatosi, aveva cominciato a rovesciare lava lapilli e fuoco da sembrare d’essere arrivati alle porte dell’inferno. L’archietetto, per vincere lo sconforto della sconfitta, si era dedicato al Barbera, finendo per scambiare le fotografie delle due torri.

Finis di queste giornate localmente calamitose? Nisba.

Un’ultima notizia. Sempre su La Repubblica, regina dei fulmini contro il cavaliere: «BERLUSCA, dopo fattosi musulmano, come è noto, sta fabbricando una moschea per centomila persone, con una cupola ricoperta d’oro fuso che risplende alla distanza di cinquanta chilometri. Poi , come è già noto, in data odierna, ha annunciato d’avere inviato una contro dichiarazione di guerra al Vaticano. Pietà l’è morta, ha annunciato. Guerra senza prigionieri. Si vedrà chi dal mazzo caverà il re di bastoni».

E il figlio di Bossi? Scambio di prigionieri, con fra’ Giovancarlo Angelo Maria Marco Agnello di Dio Everardo Rossi, scappato con la contessa Gratti-Grassi Teodolinda e con il tesoro del convento, che aveva rivenduto a un’asta.

I tempi sono tali. Il libro di Dalimi è uscito, l’editore è sempre Berlusconi. Il quale, per contrastare l’infida La Repubblica ha concluso, in questi giorni, l’acquisto del Corriere della sera, chiamandolo poi Corriere della notte e del giorno.

Ma nei giorni di venerdì e sabato sono seguite alcune spettacolari novità. Il Sacro Collegio, preoccupato delle disposizioni belliche di Berlusconi, ha dichiarato la pace, che è stata conclusa nel treno del Papa, alla stazione di Grosseto. Inoltre, si vocifera che il cavaliere intenda proporsi come Capo dello Stato e, datosi che il Papa attuale ha deciso, sfinito, di dimettersi, di proporsi pure come Papa, col nome di Lutero II. In tal modo, clamorosamente, le due religioni sarebbero accorpate.

Di Borsini si dice il seguente: deluso dalla sconfitta, si era ritirato a Bofonchio sul Po, come aiutante nella drogheria della moglie. Ma è stato arrestato per omicidio di primo grado, per aver venduto a un cliente invece del Turibin 2/A il Turiban 4/6, di confezioni similari, ma il primo un dentifricio sbiancante, il secondo un potente veleno per topi di campagna. Il cliente è deceduto con un urlo, facendo fumo dalla bocca, dal naso e dalle orecchie come un vulcano.

Gli avvenimenti prossimi saranno da seguire attentamente, io credo, caro Foglio degli eremoti. Contando su 100 milioni di voti e sul rispetto universale, Dalimi, prossimo a essere il Conducator Maximo, si è autogratificato con il titolo di Gran Ufficiale della Repubblica e del Regno, si è pure candidato alla presidenza della squadra di calcio dell’Inter per il dopo Moratti, e alla presidenza della Fondazione Sarda per la tutela della foca Monaca. Sta pure per prendere il brevetto di pilota per aerei da bombardamento.

Gli intimi mormorano che intenda bombardare il paese di Arcore, dal quale già tutti quelli che possono scappano. Cose grosse, cose grosse. Chi vivrà vedrà.

 

 

Foglio degli Eremiti, n. 12-13, 30 marzo 2011

Informazioni aggiuntive

  • Tipologia di testo: articoli su fogli volanti
  • Testata: Foglio degli Eremiti
  • Anno di pubblicazione: n. 12-13, 30 marzo 2011
Letto 7883 volte Ultima modifica il Venerdì, 01 Febbraio 2013 14:44