Scheda per Roversi

Di Roberto Roversi abbiamo finora letto un gruppetto di poesie (Poesie per l’amatore di stampe) pubblicato nel quaderno IV di Botteghe oscure e un volumetto di prose narrative edito dalla libreria Palmaverde in Bologna: Ai tempi di re Gioacchino. E se in Italia si fosse veramente attenti e cordialmente interessati alle cose letterarie, il nome di Roversi non dovrebbe suonare del tutto nuovo ai lettori. E sarà vero, come crediamo, che egli preferirà restare sempre un po’ in margine, nella raffinata posizione del dilettante; ma è altrettanto vero che una critica avvertita non dovrebbe lasciarsi sfuggire un libro come Ai tempi di re Gioacchino. Il quale non è, intendiamoci, uno di quei libri che fanno grido; piuttosto una di quelle piccole cose, preziose e incantevoli, destinate ad una cerchia di pochi e buoni lettori. Perché Roversi non è uno scrittore immediato, ma uno scrittore che ha costante l’esigenza di una mediazione, per così dire, culturale. Si ha l’impressione che egli attinga ad una materia già esaltata e fissata in valori d’arte, e prevalentemente in valori visivi. Questa impressione muove forse dalle Poesie per l’amatore di stampe, ma trova conferma anche nelle prose narrative e nelle due poesie che qui offriamo ai nostri lettori: e si veda soprattutto Il vecchio Celso – se questa figura di vecchio non sembra provenire dal taccuino di un pittore, più che dalla immediata realtà.

Una personalità, quella di Roversi, raffinatamente composita. Direbbe il De Robertis: «natura riflessa d’artista». Già l’epigrafe che sceglie per il libro denuncia sulla natura, le sue inclinazioni – e i suoi limiti: «Quelli sono intelligenti che bevono vino vecchio e che volentieri assistono alla rappresentazione di commedie antiche». E una «commedia antica» formano i diversi episodi del suo libro: quella guerriglia che il brigantaggio sanfedista e borbonico condusse contro i francesi di Murat e contro le popolazioni stesse del regno. C’è il gusto delle stampe dell’epoca; ma vivificato da un senso di pena di inquietudine e di mistero, e forse anche dall’incanto della avventura. Bellissime sono le pagine del Ricordo italiano di un ufficiale napoleonico; stupendamente drammatiche quelle che raccontano La passione di una monaca di casa. E sempre una scrittura vigilatissima, apparentemente semplice, in realtà magicamente assottigliata e capillare.

 

 

 

Galleria. Rassegna bimestrale di cultura, anno III, n. 4-5, marzo-maggio 1953.

 

 

 

Informazioni aggiuntive

  • Autore: Leonardo Sciascia
  • Tipologia di testo: articolo
  • Testata: Galleria. Rassegna bimestrale di cultura
  • Editore: Edizioni Salvatore Sciascia
  • Anno di pubblicazione: anno III, n. 4-5, marzo-maggio 1953
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