Non era primavera, ma…

No, non era primavera scriveva (scrive) diceva (dice) Dall’Olio che viene da lontano. Da un inverno freddo, da un terremoto di vita, da una sorpresa improvvisa e feroce. Eppure credo che il lettore di queste pagine alte senta davvero le mani dell’autore sulle spalle, e senta il suo respiro non drammaticamente aggressivo ma come un ritmo ordinato e costante, che tende a penetrare nella realtà degli eventi per intenderli senza lasciarsi travolgere (e stravolgere). Dato che, per straordinaria verità, questi versi non sono strazianti né grondano lacrime amare, ma risaltano dentro alla tempesta vigorosi (rigorosi), quindi sono davvero di aiuto in generale anche per una riflessione decisa sulla vita e, nello specifico, come esemplare indicazione comportamentale all’esplodere di nuvole nere nel corpo e nel cuore. La raccolta è esemplare di un poeta forte e paziente che ci sottopone quasi in una scansione rock una vicenda dura implacabile, da affrontare soltanto con straordinaria determinazione (convinzione)…

Da quando ho saputo di avere un cancro (p. 39).

la mia vita ha conosciuto lo zero (p. 40)

quel tritolo che mi portavo giù sigillato in fondo al molo (p. 43)…

Ripeto: questo diario nasce nella tempesta ma poi si riordina in una calma di emozionante fermezza (consapevolezza), come inizio del cammino per uscir fuori dalla steppa raggelante. Una progressiva strisciante liberazione dall’incubo del male reale, una battaglia in campo aperto nella quale ci si ritrova non soli, per fortuna, ma fra persone di impegno sempre presenti e attente. Tanto che, procedendo nella lettura, si fa evidente anche l’intensa emozione – dopo la malattia ributtata fuori come un tizzone ardente – di volersi riprendere anche la propria parte nel mondo, parte combattiva, responsabilità privata ma politica, come una non mai dismessa speranza in un nuovo più degno futuro, dentro la vorace complessità del nostro tempo…

Ti voglio bene come un albero gli dice il figlio e sembra che voglia teneramente piantare il giovane padre in un campo, perché possa alzarsi forte e fiorire…

Non leggiamo un breviario di dolore ma una ricognizione minuta dentro la vita di un uomo. Trascritta e depositata sotto i nostri occhi, ripeto, come un percorso perseguito con il sangue ma infine approdato alla serenità virile di una vittoria.

 

Roberto Roversi

 

 

 

Informazioni aggiuntive

  • Tipologia di testo: prefazioni / postfazioni
  • Testata: Per questo sono rinato (Poesie), di Roberto dall’Olio
  • Editore: Pendragon
  • Anno di pubblicazione: 2005
Letto 3007 volte Ultima modifica il Lunedì, 11 Marzo 2013 11:11