Notizie (in Post)

19 settembre 1978

 

Gli elle Cinque (USA) dicono

che è tempo di andare ad abitare lo spazio.

Piattaforme circolari.

Vita in assenza di gravità.

Una grande felicità (ritrovata) fra luna e astri

inviperiti (e adesso criminali).

Lì mi posso prendere tutti i grattacieli

pioggia quando voglio e

la nebbia.

Anche la nebbia quando uno vuole.

Non c’è sole.

E perfino la morte

quando uno vuole oppure

un poco di felice felicità quando si deve.

Quando si deve.

Quando si vuole.

Ma bisogna andare. Presto andare.

Perché con gli altri che sono vicini alla luna

non si può scherzare.

Può cadere la neve.

 

***

 

21 settembre 1978

 

Enorme, bugiardo

come Hegel aspetta la morte dell’arte.

È un mio cugino da parte

di madre.

Per il giorno della dipartita si è già vestito a lutto.

Sta lì buttato come uno straccio sull’acqua

con calzoni di seta

e mutande rubate mentre le vecchie donne del

paese vanno a sbattere contro i gradini delle chiese.

Ha deciso che dopo il funerale

si ritirerà in un porcile abitato da un maiale etrusco

ucciso dal vaiolo.

Là dentro tutto solo farà solitari nelle notti d’inverno

o giocherà a poker con un giovane diavolo

dell’inferno.

 

***

 

4 giugno 1979

 

Mio zio l’orango sterminò il branco

perché impazzito d’amore

per una ballerina di Giava che teneva sua schiava.

Il branco era composto

da un fosco orango pio che era mio zio

da cinque oranghe tutte casa e chiesa

dalla già citata oranga ballerina

e da quattro giovani traviati

oranghi fannulloni e insolenti

che trafficavano droghe con la Cina.

La tragedia scoppiò all’improvviso

un pomeriggio dopo il temporale

e non ebbe nessuno spettatore.

Fu gelosia o follia? Nessuno lo può dire.

Ma in pochi minuti il tribunale

stabilì trattarsi di un delitto d’onore

che non si doveva punire. Anzi

che non si voleva. Mio zio l’orango

fosco orango pio

ritornò libero e io

mi decisi a stare dentro al fango anch’io.

 

***

 

22 settembre 1979

 

Nessuno era così ciulla e sbadato

quanto l’uomo magro come uno spillo

che reggeva un birillo sul naso

al modo di una candela

accesa.

Metti giù quel birillo

stupido uomo spillo

gridò un gatto

semplicemente matto

che navigava a vela

dentro la scarpa di una grande dama.

Passarono circa tre mesi

e una carovana di zingari

(fra loro c’era anche un coyote

che s’era preso l’ameba)

rubò dal naso dell’uomo spillo

il birillo

e cercò di venderlo in Suisse.

Ma gira e rigira per i quattro cantoni

a venderlo ahimè non ci riuscì

e così questa storia

finisce qui.

 

 

 

Post – Periodico di informazione e scambi culturali, anno I, n. 2 (in attesa di registrazione), marzo-aprile 1989.

 

 

 

Informazioni aggiuntive

  • Tipologia di testo: poesie pubblicate in quotidiani o riviste
  • Testata: Post – Periodico di informazione e scambi culturali
  • Anno di pubblicazione: anno I, n. 2 (in attesa di registrazione), marzo-aprile 1989
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