Sera d’avventura

Non puoi sempre vivere

con la moglie che fastidiosa chiede l’obolo

e il bambino che piange,

non puoi sempre cadere sul letto

come un animale abbattuto.

Questa sera andrò lungo il fiume

dove l’aria è più fresca

e il cipresso sbadiglia placido

accarezzando il cielo,

questa sera andrò con Monica lungo il fiume

verso la città alta,

dove le stelle scoppiano violente

e il cielo è verde come l’Adriatico;

giunti al ponte, nel silenzio più fondo,

rovesciata sul tenero cuore dell’erba

io su lei riverso,

oh non ci sarà altro fuoco

che il fuoco del mio cuore

né altro cielo

che l’azzurro dei suoi occhi coperti di ombra.

 

Ho sentito sul collo il suo respiro angoscioso

e il grido d’amore, aspro

come l’urlo del soldato nella battaglia;

ho ammirato il suo corpo fra il verde

– e il mio cuore era una campana che picchia

quando una casa brucia nella pianura.

Balzato sulla giumenta

persi la memoria dei miei anni felici

e degli anni più tristi;

quiete e tempesta lottavano

sopraffacendosi.

La nostra solitudine era meravigliosa.

Quando allentai le briglia

già un lungo cammino era stato percorso;

fra l’erba

la bella creatura giaceva, fragile

e pallida;

e sul suo labbro fioriva

un sorriso che non ho mai veduto.

Avanzava l’alba

calpestando i fiori e le stelle del cielo;

io riemersi dai flutti

come l’eroe antico dopo la lotta col mare.

 

 

 

Galleria. Rassegna bimestrale di cultura, anno III, n. 4-5, marzo-maggio 1953.

 

 

 

Informazioni aggiuntive

  • Tipologia di testo: poesie pubblicate in quotidiani o riviste
  • Testata: Galleria. Rassegna bimestrale di cultura
  • Editore: Edizioni Salvatore Sciascia
  • Anno di pubblicazione: anno III, n. 4-5, marzo-maggio 1953
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