Realistico plauso per il maestro Carlo Bagnoli

Realistico plauso per il maestro Carlo Bagnoli

che in terra messicana, con arte verace,

onora se stesso, e l’arte sua, e la patria

 

Si sbiancano le crode, qua da noi, dopo

l’urlo dell’estate in cui la storia s’è dolcemente impigrita,

e tace – così sommesso è il suo palpito,

l’angoscia della vita – la conturbata vita dell’arte.

Altrove, sciogliendo in un miracoloso impeto

gli oscuri, labili simboli musicali, e fermo

in se stesso –

è l’appariscente e totale,

il mago che non si torce,

il silenzioso artefice che non s’affanna ma morde,

il liberatore della voragine, suscitatore di fuoco,

l’assoluto il libero l’incontaminato –

è l’artista.

Lo riconosciamo nella sua povera solitudine e nella sua superbia

che non si spezza

diritto, intrepido nei marosi, navigatore.

 

Poi a noi spettatori con il gesto di

chi dona sapendo, riverso su noi con il cuore

dentro al suo cuore

e i fulmini dell’acuminato intelletto

a noi nella nostra povertà, oh! egli dice a noi

con un sol gesto

la precarietà della vita,

la forza necessaria a redimerci,

la dura passione che occorre a sopravvivere.

Che altro non è l’arte che questo discorso in chiarezza,

questo lento procedere fra i fuochi,

questo spietato sillabare di chiuse cifre che crescono

perché l’uomo sia più vero.

 

 

 

(21 settembre 1964, foglio stampato in 5 esemplari)

Informazioni aggiuntive

  • Tipologia di testo: poesie pubblicate in fogli volanti
  • Anno di pubblicazione: 21 settembre 1964 (foglio stampato in 5 esemplari)
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