Tredici poesie per il calendario sportivo 1999 del Comune di Rimini

Benvenuto

anno che su una nuova carrozza

arrivi a portare

bianca farina per buona fortuna.

Oggi sia migliore di ieri

e domani sia davvero di grande ventura

se sapremo alzare al vento le vele

senza tremare.

 

***

 

Sei disposto, uomo, a diventare eroe?

Non più vestito dell’ombra dei giorni ma

della corazza per la battaglia finale

dentro i muri della città questo scontro

può esaltare una vita.

Il destino dunque non è ancora segnato.

 

***

 

Nel bosco due uomini

si avventano senza un saluto.

Il pugno secco

prima incontra l’orecchio

poi si spegne incerto, come sperduto.

Nel silenzio la luce

verde in mezzo ai rami

chiama, chiede aiuto.

 

***

 

Si parla ancora di lei

incantevole pellegrina

leggera nella corsa

paziente nella speranza, paziente nell’attesa.

I vecchi muri esplodono

il mondo ritorna giovane.

 

***

 

Il suo cammino è il cielo che la sfiora.

In attesa di un segno

ascolta il tempo passare venire

libera come ora non sarò più mai, dice,

appartengo alla nuvole

le canzoni non bastano.

 

***

 

Camminare nello spazio non è facile

non è un giuoco.

Svincolato da ogni parte

vento portami

cielo parlami

terra saluta dammi un addio

è un mistero

dove sarò domani.

 

***

 

Guarda lontano.

È pronta per partire?

fuori l’attende un cielo strano.

Sul ginocchio la mano.

prende la rincorsa

verso un sole rosso di vittoria.

 

***

 

Sollevo la terra sul palmo della mano

volo

con tanta luce intorno

nottegiorno.

Fra i tralicci alzo il mondo nel canestro

ma è presto per gridare vittoria.

 

***

 

Il viaggio fino a queste pietre mi ha portato.

Itaca è questa?

Come un angelo marinai caduto sperduto

vedo l’erba ascolto i rumori le voci,

parlano una lingua questi italiani

vecchia come il mare

ma non mi nascondo

perché qui voglio restare.

 

***

 

Finalmente armata

lei non sta più quieta ad aspettare

si libera al mondo è già nel mondo pare

non avere paura del nemico all’erta.

Non più divisi da un fiume

sarà il più giovane il più scaltro

a prevalere

nel futuro che è donna.

 

***

 

È amara la forza

che non esplode in grido.

È vincitore o vinto?

 

***

 

Dall’infinito dei mondi

approdano sulla terra

la trovano consumata da antiche galere.

Toccano la sua pelle

per sentirne il respiro

perché il desiderio è conoscere non conquistare.

Avanzano questi uomini del futuro

inquieti per il silenzio.

li aspetta una battaglia o l’amore?

 

***

 

Dei ciclisti adesso

si ammirano i lunghi capelli.

I grandi occhiali neri

li assomigliano ai guerrieri dello spazio.

Indossano magliette di parole che

raccontano le meraviglie le storie

del nostro tempo.

Eppure ancora non sappiamo

se nella corsa riesce vincitore

non il più forte ma il più giusto.

 

Informazioni aggiuntive

  • Tipologia di testo: poesie in altre pubblicazioni
  • Testata: Calendario sportivo – Rimini
  • Anno di pubblicazione: 1999
Letto 2565 volte Ultima modifica il Venerdì, 12 Aprile 2013 13:31
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