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Martedì, 19 Marzo 2013 17:06

La signora di Bologna

 

Mi accarezza la mano,

legge adagio il futuro

È seduta sul vuoto

 

Con il pollice striscia

la linea della mia vita

e brucia il mio passato

 

Ha lunghe dita magre

e ha trecento mattini

da riempire di favole

 

Poi cammina leggera

mentre la nebbia gialla

cade nella pianura

 

Ma che città è mai questa?

improvvisamente so

che il ricordo non basta

 

Siamo ormai nel duemila,

è un deserto la notte

alberi in fila

 

È il sogno di un’avventura

un’avventura sognata

nel buio di questa sera

 

Mi fermo a fantasticare

il fumo come un dannato

mi lecco le ferite;

 

lei mi può cancellare

o mi può richiamare

con due sole parole

 

Cosa potrei lasciarle

se lei mi lascerà?

Restano antiche paure

 

È ferma nella piazza

vola con i piccioni

è ferita dal sole

 

Sono verdissimi gli occhi

che s’aprono in un sorriso,

li corregge con la matita

 

Poi un giorno è partita,

ha rubato il marito

alla sua migliore amica

 

Dopo mesi è tornata

il marito è distrutto

l’amica è disperata

 

Come in una storia antica

mi ha cercato e chiamato,

non sono tornato

 

Il verde che strisciava

sulla linea della mano

non è quello di prima

 

L’età dell’automobile

gettona tutti i miti

nei chioschi di benzina

 

 

 

 

Martedì, 19 Marzo 2013 16:03

L’ingorgo

  

Mettere in marcia il motore,

avanzare tre metri, staccare,

fermarsi a guardare e a parlare,

alla fine spegnere il motore

 

Tre suore giovani nella 2 cavalli,

un ragazzotto dentro la Dauphine,

c’è un uomo bianco nella Caravelle,

altro uomo e donna in una Peugeot

 

Dietro alla 2 cavalli c’è una Volkswagen

con dentro una ragazza e un soldato

certamente sposati da poco,

hanno le spalle bruciate dal fuoco

 

Centomila auto imbottigliate

nella corsia nord e sud verso Parigi

da dodici ore nessuno si muove

 

Passa il giorno e arriva la sera

passa la notte e il giorno fa ritorno

alle nove arriva uno straniero

e chiede pane alla gente intorno

 

Allez! Tutti in auto e avanti cento metri,

a mezzogiorno si briciola un biscotto,

l’ingegnere dorme nella Taunus,

un muso di cane contro il vetro rotto

 

La terza notte è lunga come il mare

la notte terza è proprio un fiume in piena

una donna passeggia per il campo

parla da sola, piange, si dimena

 

Parigi è laggiù bella e lontana,

sembra un pavone con le piume aperte,

ha un giallo acceso per divertimento;

qua c’è un rumore e strisciare di vento

 

Al quarto giorno avanzano un chilometro,

molti hanno lasciato l’automobile

e girano per i prati e le foreste

cercando il pane e l’acqua come bestie

 

Dividono sul bordo della strada

l’ultimo creck, l’ultima bottiglia;

la cocacola è razionata a gocce:

due gocce solo per le labbra rotte

 

Verso sera qualcosa si muove

con uno strappo la fila si snoda

come un gatto che si morde la coda

le macchine procedono in pariglia

 

Le stelle o le nuvole o la vita

Forse un soldato poteva ritornare

Un adattarsi meccanico a pensare

Dalla Simca fanno un gesto d’amore

 

Assurdo sentimento di speranza,

cavalli cavalli cavalli corrono sui prati,

foglie bianche si aprono cadendo,

il laser del sole le taglia ridendo,

 

Luci rosse rosse sempre accese

danno il via a una pazza rincorsa;

centomila bisonti scatenati

verso Parigi stretta in una morsa

 

 

 

 

Foglio pubblicitario della pubblicazione del volume Le Ottave del Veneziano, pp. 4, 17x25cm.

In copertina le indicazioni: testo a cura di Aurelio Rigoli e Leonardo Sciascia. Introduzione di Leonardo Sciascia. Con 45 disegni di Vasco Bendini in facsimile e con un disegno originale numerato e firmato.
Contiene un testo di presentazione dell’opera di Filiberto Menna; una breve biografia di Vasco Bendini; una riproduzione in facsimile in allegato di uno dei disegni di Bendini.
In quarta di copertina le indicazioni: “Data di diffusione: il 15 gennaio 1966. L’opera, in 45 esemplari numerati, stampata su carta a mano di Fabriano, nel formato di cm. 26,5x35, comprenderà un testo di 56 pagine, con i disegni in facsimile di Vasco Bendini, espressamente elaborati per questa edizione; oltre a un disegno originale numerato e firmato. Le spedizioni si compiranno secondo l’ordine di prenotazione”.

Libreria Antiquaria Palmaverde, Bologna, 1965.

 

 

 

Foglio pubblicitario della pubblicazione del volume L’inverno del signor D’Aubigné, pp. 4, 15,5x20cm.

In copertina le indicazioni: “Traduzioni di Giuseppe Guglielmi. Tre acqueforti di Luciano De Vita”.
Contiene un testo di presentazione dell’opera e una riproduzione in facsimile in allegato di una delle acqueforti di De Vita.
In quarta di copertina le indicazioni: “Data di diffusione: il 15 dicembre 1960. L’opera, in 80 esemplari numerati, stampata su carta a mano di Fabriano, nel formato di cm. 32x25, comprenderà 48 pagine di testo a quartini sciolti (originale francese e traduzione a fronte) e tre acqueforti a piena pagina di Luciano De Vita, espressamente incise per questa edizione, firmate e numerate dall’autore. Compiuta la stampa le lastre saranno biffate e ritirate. Sei esemplari contrassegnati A, B, C, D, E, F saranno riservati all’artista, al traduttore, all’editore. Le spedizioni si compiranno secondo il rigoroso ordine di prenotazione”.

Libreria Antiquaria Palmaverde, Bologna, 1960.

 

 

 

Foglio pubblicitario della pubblicazione del volume Le biografie trovadoriche, testi provenzali dei secc. XIII e XIV. Edizione critica a cura di Guido Favati, Edizione integrale, pp. 4, 16,5x24,5cm.
Reca all’interno una presentazione dell’opera in italiano e francese.
In quarta di copertina l’indicazione: “Il volume sarà pubblicato e diffuso entro il mese di novembre p.v.”.

Libreria Antiquaria Palmaverde, Bologna, 1961.

 

 

 

Catalogo generale della “Collezione di Opere inedite o rare pubblicate per cura della Commissione per i testi di lingua”, pp. 24, 16x23cm.

Scelta di curiosità letterarie inedite o rare dal secolo XIII al XVIII in appendice alla Collezione delle Opere inedite o rare.
Catalogo Generale (1861-1954).

Libreria Antiquaria Palmaverde, Bologna, 1954.

 

 

 

Catalogo delle opere di propria edizione o in esclusiva, pp. 24, 13x17cm.

[Collezione di Opere inedite o rare – Studi mediolatini e volgari – Biblioteca degli Studi mediolatini e volgari – Biblioteca di cultura – Collana musicale – Volumi d’arte – Opere di letteratura e di storia – Riviste]

Libreria Antiquaria Palmaverde, Bologna, 1969

 

 

 

Catalogo delle opere di propria edizione o di vendita in esclusiva, pp. 16, 17x24,5cm.

[Collezione di Opere inedite o rare – Studi mediolatini e volgari – Biblioteca degli Studi mediolatini e volgari – Biblioteca di cultura – Opere di Vittorio Alfieri a cura del Centro Nazionale di Studi Alfierani – Collana musicale – Volumi d’arte – Opere di letteratura e di storia – Riviste]

Coop. Tip. P. Galeati, Imola, 1963.

 

 

 

Catalogo delle opere di propria edizione o di vendita in esclusiva, pp. 16, 13,5x19cm.

[Collezione di Opere inedite o rare – Studi mediolatini e volgari – Biblioteca degli Studi mediolatini e volgari – Biblioteca di cultura – Opere di Vittorio Alfieri a cura del Centro Nazionale di Studi Alfierani – Collana musicale – Volumi d’arte – Opere di letteratura e di storia – Riviste]

Coop. Tip. P. Galeati, Imola, 1962.

 

 

 

Martedì, 19 Marzo 2013 11:19

Dario Fo: «Il nuovo nella tradizione»

Catalfamo Antonio, Dario Fo: «Il nuovo nella tradizione», Rivisitazione delle tecniche del teatro popolare medievale, della commedia dell’arte e delle conte dei fabulatori per il nuovo pubblico della società di massa, pp. 64, 14x21cm.

In copertina: Danza degli zanni, di Dario Fo.
Composizione e pellicole: Grafica editoriale di Pietro Marletta, Misterbianco (Ct).

Tipografia A.&G., Catania, giugno 2004.