Prospetto delle riviste: Galleria

GALLERIA. Rassegna bimestrale di cultura.

Caltanissetta. A. I: 1950. Fascicoli di pp. 100 circa, mm. 212x150. Ultimo uscito finora: A. V, N.° 3-4, Agosto 1955.

Dir. Leonardo Sciascia.

Ed. Salvatore Sciascia, Caltanissetta.

 

Si deve dire di questa come di un esempio ottimo di una rivista di letteratura che viene dalla provincia; per il fatto che, trascurando i «notabili» locali e le culture retrograde che essi difendono con grettezza (in ogni nostra provincia, dove dispensano altresì la piccola e vanitosa notorietà) si è fatta una libera sede di incontri, e per opera di un solo. Galleria, che è redatta con ostinata pazienza in un paese della Sicilia, ora conta, e si fa amabilmente seguire, perché propugna il suo carattere in partenza antologico con semplicità e con offerta sempre dignitosa di prime prove.

Dapprima fu rappresentativa della cultura meridionale nei suoi temi e nella sua partecipazione ai problemi comuni, con autorevoli scritti; in seguito ha invece precisato interessi particolarmente letterari. Notevole – per interne decisioni critiche più risolute – si presenta poi la serie di opere e raccolte poetiche che col titolo quaderni è stata ultimamente affiancata. Di questa, essendo interessati direttamente, vogliamo solo osservare che costituisce un prolungamento più militante del periodico, se anche con pericolo talora di semplice rassegna di nuovi autori diversamente volenterosi.

Perché, ritornando alla rivista, dove questo pericolo si accentua, il criterio antologico, anche quando opera in esso una sottile esperienza e perfino un intento polemico, è uno schermo prudente, una riserva mentale, puntando genericamente sul «bello». E anche le ragioni sperimentali di un’antologia «continua» sono superate, e potevano valere solo nell’immediato dopoguerra.

Apprezziamo infine certi «numeri unici» recenti (poesia dialettale; letteratura americana, a cura di A. Rizzardi; e spagnola, a cura di V. Bodini) per se stessi, come contributi importanti o interessanti agli studi, ma in genere i numeri unici o speciali significano, un poco, un silenzio della rivista.

A noi pare che ora Galleria si rafforzi come «centro» di un gruppo di giovani scrittori meridionali, e dunque acquisti il mordente di un intervento attivo nella nuova letteratura. Occorre, se ciò non si pone fuori della parabola della rivista, che anche svolga un proprio discorso critico: solo così può contribuire alla chiarezza.

 

 

 

Officina, n. 3, settembre 1955.

 

 

 

Informazioni aggiuntive

  • Tipologia di testo: articoli su riviste
  • Testata: Officina
  • Anno di pubblicazione: n. 3, settembre 1955
Letto 3188 volte Ultima modifica il Lunedì, 15 Aprile 2013 12:21