Sette note per un concerto in sordina. Diario del 31 luglio

1) Qual è il linguaggio di queste prime giornate? Diciamo intanto, almeno lo penso, che sono giornate importanti e che posso avere qualche conclusione importante. Ma non affrettiamo i tempi. Intanto guardiamo, i risultati li sapremo poi. Prima annotazione: non mi pare che l’affollamento sia eccessivo. Anzi, direi che in quanto a gente accorsa, forse siamo sotto la media della speranza. Ma dopo tutto non credo che l’affollamento sia il principale risultato (il successo) richiesto per questi incontri. Ciò che si dovrà registrare come un dato importante sarà piuttosto dare forza alla ignavia del dibattito politico-culturale in corso.

2) Dibattito non certo accresciuto o impreziosito dall’intervento di Fortini sul manifesto di ieri l’altro; apparso sotto la piccola sciccheria di una lettera aperta alla Rossanda.

Vedo che manda al diavolo il convegno di Bologna. Io direi. Ma ecco che arriva Maurizio con la prima copia del nostro giornale di poesia.

Foglio dei quattro giorni. Piccolo giornale quotidiano in piccoli versi per le quattro albe e quattro tramonti dei giorni bolognesi, che sono giorni concreti.

3) La città, dentro al suo grasso tiepido, comincia a scuotersi. Forse questa può diventare l’occasione per una spinta che la faccia uscire dal suo imbambolimento. Cominciano le prime discussioni, cominciano i primi commenti.

4) Io direi che la lettera di F. è cosparsa di tanti piccoli petali mortuari. Quelle cinque colonnine a mezza gamba mi sembrano come quei fiori, agghindati con nastrini, abbandonati contro un muro dopo un funerale. Nella sua fame ormai teatrale di distruzione, Fortini non si accorge di apparire soltanto così, ai bastardi infami che devono morire al presente, che devono chiedere aiuto, che devono smettere di leggersi le loro caritatevoli poesie di bambini cresciuti: “Se volete uscire dal bivio venitemi a cercare, forse parlo se mi pregate, con la mia bocca o col mio libro aperto”. Così sembra dire Fortini. E senza generosità, senza curiosità, per i figli che sono agnelli, Fortini sta. Comincia a passare molta gente che conosco. A conferma che invece di tacere e sedere, con una giusta decisione parecchi hanno preferito muoversi e ascoltare. E magari parlare. Perché non si parla per sempre.

5) Ho ricevuto per il Foglio un testo sulla droga di Marisa Zoni con un titolo che colpisce: anche la droga è strage. C’è anche una poesia giusta e bella che l’accompagna. Ecco intanto una ragione vera e drammatica perché i giovani si mettano in cammino. Scuotere anche con le parole e con i fatti questa società che promette tutto e non conclude o risolve nulla.

6) Mi accorgo che se sei interrogato su queste cose che accadono in città e se parli non con la bocca ma col giusto criterio di cercare o di volere un po’ di verità, riesci sempre a raggiungere qualcosa di più preciso alle cose. Comunque è abbastanza straordinaria la provocazione che la città insinua anche solo proponendo i suoi problemi; al di fuori dell’occasione orribile di una strage. Arrivano due ragazzi con alcuni fogli, che magari sarebbero rifiutati dalla collana bianca di Einaudi. Parlano anche loro di droga forte. Sono senza illusioni, senza padre. Senza padri. Parlano a voce bassa. Uno dice che vorrebbe piangere ma non ci riesce, che due mesi fa ha tentato di uccidersi. Vanno via in fretta ma promettono di ritornare. Dicono che anche Bologna in questi giorni ha una voce che fa pena, che è una città a cui non si può non volere bene.

7) Dicevo: perché concedere a Fortini il privilegio di concludere e continuare a ossessionarci stabilendo di volta in volta i cerchi dei malvagi e i rarissimi cerchi su cui attestare gli angiolini vicini alle stelle? Si accontenti di sé. Io voglio rispondergli così, come lettore del manifesto: Franco, Franco Fortini / piangi una volta sola / invece di leggere la parola amore / sul dizionario del Rigutini.

 

 

 

il manifesto, 1 agosto 1981.

 

 

 

Informazioni aggiuntive

  • Tipologia di testo: articoli su quotidiani, settimanali e mensili
  • Testata: il manifesto
  • Anno di pubblicazione: 1 agosto 1981
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