L’opera di Immacolato Comera

Ecco un libro da leggere. Ma voglio dirlo subito: sotto la sigla L.R. si nasconde Licurgo Rossi, uno dei nostri migliori traduttori, e io credo senz’altro il migliore, dalle lingue anglosassoni e specialmente dal tedesco. Come garanzia, dunque, di una resa in italiano fedele ed esemplare. E infatti è giusto dargli il merito – di solito mai rivolto ai traduttori – che gli spetta. Licurgo Rossi non è più giovane e ha ormai trasferito nella nostra lingua, in prosa e in versi, oltre un centinaio di volumi. Esemplare, ad esempio, la sua riinvenzione nell’idioma di Dante, pubblicata sette anni fa, del poema in sei canti di Adalbert Heine: L’inizio della strada per chi viene dal bosco, considerato ormai dalla critica un testo classico dell’Ottocento tedesco – del post-romanticismo – e mai prima reso in italiano. Di Adalbert Heine si può ben dire; o meglio, si può ben ripetere, quello che scrisse ai primi del Novecento Otto Vetrovh, quando rapportò la quinta e sesta parte di questo poema alla parte finale del Faust di Goethe.

Goethe, come si sa, ebbe l’idea, la prima idea del Faust, durante il suo primo viaggio in Italia; quando incontrò – un incontro improvviso a Matera – Ludovico Del Lupo, un giovane nobile meridionale, in quel tempo fuggitivo per avere ucciso la moglie fedifraga.

Costei era una giovanissima signora, procace e di carattere leggero, facile preda degli avvoltoi del sesso, da tutti i maschi lusingata e perseguita per due graziosissimi nei, davvero provocanti, appostati come due cupìdi maliziosi con arco e frecce sui lobi degli orecchi.

Vero è che il nobile Del Lupo era più propenso al giuoco delle carte che ai ludi d’amore; tanto che nel corso dell’anno 1793, la notte del 14 agosto, nel casino di caccia del barone Alimé, s’era giocato pari pari l’intero castello di Lagopesole, con la stalla completa di centouno vacche da latte, ventisei vitelli da ingrasso, quattro torelli e un formidabile toro marsicano; in una leggendaria partita a Ti chiamo sottovoce, i cui dettagli si raccontavano anche dopo anni nei salotti di Matera, Benevento e Brindisi; nonché in tante bettole.

Si può precisare che il castello di Lagopesole era bisognoso di urgentissimi restauri, datosi che né il nobile e giovane Del Lupo né i suoi parenti prima di lui s’erano mai occupati di amministrarlo con un minimo di decenza; spremendo da quelle pietre scalcinate e da quelle terre tanto più sangue potevano dare. E le pietre, e le terre con esse, sanguinavano. Lacrimavano.

Ma addio Lagopesole, in una notte. Da qui la ballata popolare improvvisata in una piazzola di Vinchiaredico da tale Stefanuccio Seppilli, pastore (e io la trascrivo per scrupolo, mancando di ogni bellezza estetica ma non essendo priva di qualche malizia affannosa).

La canzone o ballata è questa, tramandata oralmente e da me trascritta seguendo la voce di Clodomira Benestanti di Alfatena Stazione, in un giorno dell’aprile 1922, quando la Clodomira era già novantenne:

 

Perché t’addormi invece di minchiare?

Guarda la carta bella

segui la carta buona

se la fortuna ti nega

Lagopesole brucia per saetta.

 

Perché t’addormi invece di jocare?

Bischero sei per fretta

bischero due volte e re di una corona

la fortuna ti annega

Lagopesole muore e schiatta disperata.

 

Tu sei addormito e l’altro ti ha jocato

hai perso la giornata

sei un viandante di lacrime

nessuno vedi ti aprirà le porte

lasciati andare e corri nella polvere.

 

Versi forti, pieni di rabbia; degni di un pastore. Mi sembra anzi che ci girino intorno spifferi di maledizione. Non andava leggera, a quei tempi, la gente. Potrà confermarlo Clodomira, che vive ancora e nonostante gli anni ha la memoria ancora vispa.

Ma il libro di Immacolato Comera? Ce lo siamo dimenticato? Confesso che per questa volta non l’ho letto. Ma è opera da comperare subito e leggere in fretta. L’assicura l’editore, che è persona d’onore. Egli dice: il libro è bello, è buono, è onesto. Un thriller emozionante. Compratelo, per piacere. E niente fotocopie. D’accordo?

 

IMMACOLATO COMERA

Geronimo Sarfatti uomo del tram.

Traduzione dal tedesco di L.R.

Milano, Mondadori, 1991.

Pagg. XXXIV-472 – £ 32.000

 

 

 

Mongolfiera – Bologna, serie II, n. 3, 29 novembre-5 dicembre 1991.

 

 

 

Informazioni aggiuntive

  • Tipologia di testo: articoli su quotidiani, settimanali e mensili
  • Testata: Mongolfiera – Bologna
  • Anno di pubblicazione: serie II, n. 3, 29 novembre-5 dicembre 1991
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