Un mazzo di fiori

È l’anno del sole più inquieto

quando il cane scappa dalla casa

e un vitello ubriaco sul prato

sta uccidendo a cornate i piccioni.

 

Tutti i fiori hanno il cuore gelato.

Un fiume striscia lento sul petto

con il pelo di un lupo di monte

e racconta le sue prime storie.

 

Dentro al cielo di vino bollito

questo fiume di ghiaccio e di penne

strappa lampi di fuoco dai campi

e ha un ombrello aperto sull’acqua.

 

Donna e albero sono invecchiati.

Liberata è la sedia e la porta,

questa è l’ora: nessuno rimane.

La pianura è quell’erba che giuoca.

 

La donna inforca la bicicletta

è fra i canneti e l’argine alto,

è sul fiume e si toglie le scarpe:

schiuma l’acqua, la vita ha fretta.

 

Donna e albero sono invecchiati.

La miseria è la fame più nera.

Lì sul fiume si toglie le scarpe.

Stringe in mano sei fiori strappati.

Passa un’onda, la donna si butta.

Corre l’onda, la donna è annegata.

Spezza l’onda la lunga giornata.

Strappa l’onda quell’ombra che c’era.

 

Era l’ombra di Emilia Villesi

sconfinata per orrore nel Po,

bicicletta e scarpe per terra,

stretti in pugno i fiori dei mesi.

 

I capelli neri di fumo,

voci delle vedove sull’acqua,

schiaffi delle mani con le spine,

un ombrello aperto sopra l’acqua.

 

La miseria è la fame più nera;

Villesi Emilia con miseri panni.

Si è gettata nell’acqua del Po.

Dentro ci vive per mille anni.

 

 

Informazioni aggiuntive

  • Tipologia di testo: testi di canzoni
  • Anno: 1975
  • Stato: incisa
  • Album: Anidride Solforosa
  • Interpreti: Lucio Dalla
Letto 5257 volte Ultima modifica il Martedì, 12 Febbraio 2013 12:13