Alti concetti e dotte formulazioni

Per chi voglia rendersi conto, sul campo, del vero stato ormai comatoso dell’opposizione politica all’attuale governo, basterebbe venisse qua da noi, a Bologna, un tempo città alma e dotta, politicamente significante e autorevole (soprattutto, amichevole), ora ridotta all’opaco ricalco di un torsolo di mela (o di pera). Triturata e amareggiata.

Dico questo non per mortificare qualcuno (nemmeno me stesso, cittadino che vive le vicende pluridecennali della propria città che adesso stride).

Bologna ha un commissario prefettizio (anzi, prefettizia, una signora molto attiva), ma non riesce a darsi un sindaco, a identificarlo in un personaggio autorevole, mentre pesca nomi e volti da tutte le parti, ne allinea una generica sequenza, poi al momento di tirare reti e pesci a riva, si ritrova a secco.

È un segno, questo vuoto, di un disagio generale, di un vuoto sostanziale che non si riesce a riempire, neppure in piccola parte e con minime certezze.

Cevenini, accettato per la candidatura fra altri cento con infiniti mugugni, poi tartassato e discusso, infine, nella dissipazione dei vari plotoni dei personaggi affiorati, ritenuto indispensabile e quasi padre della patria, è l’esempio più determinante di un vuoto di potere, di una situazione politica che non pare si possa arrestare a breve.

Lo specchio, qua a Bologna, del più vasto delirio, della più vasta macilenza nebbiosa (un brodo senza sale) che ogni giorno si propagano da Roma. Discorsi generici e supponenti. Arroganze inconsulte. Non un solo progetto oppositivo diretto, con dati interpretabili e scadenze chiarificatrici. Lì a Roma si parla del lavoro, della tassazione, dei rifiuti, insomma di tutto ciò che oggi è in atto drammaticamente, come fossero suoni di campane. La sola cosa concreta che gli oppositori promettono e condividono, pur litigando fra loro, è la promessa di uno sciopero generale. Come andare in guerra con uno schioppo ad avancarica.

Forse contano sul fatto che noi italiani siamo abituati, in questo ambito, a vederci, a sentirci vilipesi.

Intanto il lider massimo D’Alema stringe la mano a quel birillo di Fini, Bersani la stringe a quel marpione di Di Pietro e Marchionne dichiara, con minuta insofferenza, che la Fiat è un peso, che gli operai Fiat sono soltanto dei rompiballe, e quindi farà terra bruciata nei prossimi tempi. Perché ha comprato la Chrysler, e con lei soltanto, in Usa, si fanno i soldi. Mica si hanno quotidiane rotture di scatole (a dir poco) come in questa Italia rozza, arretrata, balorda, incontentabile. Meglio pedalare altrove.

 

DOGLIANZE

Alla fine della vita

e una fortuna se si muore

dal Libro Sapienziale di due giovinastri

 

Dalla Antologia dei discorsi celebri parlamentari. Estratto dall’intervento, nella seduta del 36 agosto 2013, dell’on. dott. Giobatta Di Pietruzzellis:

«Se Stalino fussero due non sarebbero uno perù forse le balene sono bianche si avissero le ruote saribberù un tram. Sior colleghi unitari contra il cavaliere infame, si potessimo agguantolare lo sdiliquio della prome no! della problematrice problematica potessimo congelare la supponenza. Ed è pure dico pure verù come dice lo filosufo nella sua Divina Comidia si potessimo scopare scoperimmo. Picché tacire è pietra parlare è marmellata».

 

Piccola ballata cruda dell’on. Borsini, tratta dalla sua raccolta Quattro gatti e un cane(folgori polittiche contro il cavalier infame):

il tempo è nero

e non è un mistero

che noi quel tale vogliamo mandare

a casa (pardon, nelle sue ville)

a far scintille ma di traverso

finché lui sta qua tutto è perso

noio non potrimmo andare là

vale a dire: noi al governo

e lui eterno all’inferno.

Come si può fare

senza doverlo accoppare?

Idee non ne abbiamo

lu programmi neanche un poco

noi parliamo parlimmo

al vento diamo un fischio?

Meglio ritirarsi in convento?

O continuare in eterno

con questo lamento?

Senza aprire neanche una vela al vento?

 

 

Foglio degli Eremiti, n. 8, 6 novembre 2010

Informazioni aggiuntive

  • Tipologia di testo: articoli su fogli volanti
  • Testata: Foglio degli Eremiti
  • Anno di pubblicazione: n. 8, 6 novembre 2010
Letto 2709 volte Ultima modifica il Venerdì, 01 Febbraio 2013 14:46