A un amico molto giovane

uno prendeva il fucile

saliva sulla montagna

la montagna era lì che aspettava

e non aveva pietà

 

            un altro prendeva il fucile

            andava per la pianura

            anche la pianura aspettava

            e non aveva pietà

 

nelle città era fuoco

terribile rosso il tramonto

il fuoco bruciava le case

e non aveva pietà

 

            giovani cadevano morti

            fra l’erba senza colore

            pendevano morti dai rami

            spezzati come poveri cani

 

i mesi gli anni passavano

i giorni non davano tregua

un mitra stretto nel pugno

pianura montagna città

 

poi è arrivato un aprile

sangue di sole e di rose

come un vulcano che esplode

ha gridato la libertà

Informazioni aggiuntive

  • Tipologia di testo: poesie in altre pubblicazioni
  • Testata: Siamo andati sui monti più alti
  • Editore: Istituto Storico della Resistenza e di Storia contemporanea di Modena
  • Anno di pubblicazione: aprile 1995
Letto 2589 volte Ultima modifica il Venerdì, 08 Marzo 2013 17:38