A un amico molto giovane
uno prendeva il fucile
saliva sulla montagna
la montagna era lì che aspettava
e non aveva pietà
un altro prendeva il fucile
andava per la pianura
anche la pianura aspettava
e non aveva pietà
nelle città era fuoco
terribile rosso il tramonto
il fuoco bruciava le case
e non aveva pietà
giovani cadevano morti
fra l’erba senza colore
pendevano morti dai rami
spezzati come poveri cani
i mesi gli anni passavano
i giorni non davano tregua
un mitra stretto nel pugno
pianura montagna città
poi è arrivato un aprile
sangue di sole e di rose
come un vulcano che esplode
ha gridato la libertà
Informazioni aggiuntive
- Tipologia di testo: poesie in altre pubblicazioni
- Testata: Siamo andati sui monti più alti
- Editore: Istituto Storico della Resistenza e di Storia contemporanea di Modena
- Anno di pubblicazione: aprile 1995
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