Ah, che l’amore
Ah, che l’amore
spesso rende cupa
la nostra vita
e anche ci rattrista.
Così tu alto andavi
libero con le ali
dal vento frastornate
sfioravi agile i burroni
e t’impennavi
come un’allodola
immemore, nel cielo.
Ti invidiava chi
dal prato, con occhi cupidi
come la serpe che guata fra l’arsa
peluria dell’agosto,
ti guardava, spiando nel tuo volo
fragilità di penne e morte.
Tu incupito dal male
come arco il corpo.
Informazioni aggiuntive
- Tipologia di testo: poesie inedite
- Anno di pubblicazione: 1954
Pubblicato in
inedite


