Disegnata così sulla carta verde tenera
Disegnata così sulla carta verde tenera
l’orma, l’ombra del violino
sembra un cranio
senza più capelli
una testa in attesa
dell’evento
teatro o ghigliottina.
Aspetta il suono
di campane
stridere
la misteriosa fragilità
l’esile struggente meraviglia di una nota scaltra o lacerata.
Non si quieta mai il suono
che scorre ricercando
un prato o una pietra
alzarsi in volo
schiacciando l’orma (l’ombra) di una mano
di una guancia di un uomo
l’ansimare caldo e cerimonioso
di un sogno che vibra
per oltrepassare
luci pietre ed esplode
fra applausi senza occhi
splendide luci in sala
quando il violino riposa
il suo padrone con lacrime
si inchina. Si inchina. Si
inchina.
Ma allora il silenzio
è un cuore aperto
tradito dai dardi
dell’uomo
che si avvolge
nell’onda infuriata
della
vita.
È la paura completa per chi si sente
del tutto perduto.
Ma il violino riprende
a rincorrere i suoni e
s’alza speranza nuova
allora.
Col violino, quanto è meglio
più gradevole e preziosa
amichevole e fraterna
piena di sorprese
la rassicurante confusione della vita (senza il tonfo dei cannoni).
La confusione
della città
da tanti
detestata
con scalpitante ferocia.
Il mondo è sempre più calpestato (ferito)
e il suo silenzio è come un vetro
sempre spaccato da un sasso (dai sassi).
Il violino col suono
lo riporta
in cielo.
Informazioni aggiuntive
- Tipologia di testo: poesie inedite


