Coppi
1. I sette soli d’estate fischiano nella pianura
cascano sopra il fieno, la canapa, la valle.
Approdano anche le grandi navi del vento favonio sulle
spalle della pianura padana appena sgelata.
Prima dell’uomo il suo respiro calmo.
Prima del corridore il suo furore.
La ruota striscia, sibila dentro la pietra aguzza.
La mano sul manubrio è gialla.
Gialla e astuta come la zampa dell’aquila pescatrice.
Lenzuoli colorati coprono di nebbia
le labbra senza testa di duemila pini scatenati.
QUANDO COPPI E BARTALI CORREVANO IN BICICLETTA.
2. Quando Bartali e Coppi.
Il Galibier è una vetta.
Il Tourmalet è un’altra vetta.
Cime naturalmente tempestose e discese nei boschi precipitose.
La gente aspetta in un silenzio feroce.
QUANDO COPPI E BARTALI CORREVANO IN BICICLETTA.
3. L’Italia è contadina
nei campi i buoi bianchi dalle corna di luna.
Una guerra terribile è ancora vicina
con le ossa fra le macerie della strada.
Ma questa strada non ancora asfaltata porta a un’altra strada.
Gli operai in tuta azzurra lasciavano di giocare a palla per guardare e
Coppi leggero leggero come un pensiero appoggiato sulle
ruote dell’ombra che aveva strani bagliori saliva.
QUANDO BARTALI E COPPI.
QUANDO COPPI E BARTALI CORREVANO IN BICICLETTA.
La partenza è l’Aubisque.
L’arrivo è l’Izoard.
Minuti di ritardo. L’episodio cruciale. E al tramonto
sul traguardo il colpo di reni, un colpo di pedale.
La memoria non si caccia via coi sassi come un cane.
La memoria è storia non è oblio.
QUANDO COPPI E BARTALI
ero giovane anch’io.
Gino sembrava un tedesco, Fausto un gatto
anzi no, una livra
e andava su storto per la fatica prima di scomparire sotto un ponte
dietro l’acqua del fiume.
Era sudato e come un lume senza più olio è andato a morire.
(Poi in Un uomo solo. Vita e opere di Fausto Coppi, a cura di Giorgio Casadio e Luigi Manconi, Milano, Editore Più Libri, 1979).
Informazioni aggiuntive
- Tipologia di testo: poesie pubblicate in quotidiani o riviste
- Testata: L’Espresso
- Anno di pubblicazione: anno XXV, n. 30, 29 luglio 1979


