Quattro “Notizie”
Mentre ero assorto
nei miei pensieri
è venuto qualcuno
che sembrava
mi volesse fare prigioniero.
Queste nebbie calando all’improvviso
oggi decidono l’inverno
e la sapienza della vita
da polvere ritorna sasso.
Mi devo pentire per tre cose
l’acqua il sangue il fuoco
ma non per l’ombra più saggia
di quella che non induce a dormire.
L’ombra del risveglio.
E sento grande traffico nel cielo.
Anche la cometa guarda, aspetta.
***
Amo ciò che finisce
o ciò che comincia
e vibra. Vibrando nel verde dell’alba.
Il tramonto amo, fuoco sulla
mano dei fiori
al bordo dell’autostrada. E amo
l’ombra del vecchio.
Il vecchio passeggia da solo col bastone
conversa con l’aria.
Amo le chiome delle ragazze che non si spaventano
il grido del corvo contro il tetto della casa.
Lo zoccolo del cavallo senza ferri
quando solleva la polvere vicino alla tomba etrusca.
Alle volte
si può morire di niente.
O vivere di niente.
Questa è la pace che il nostro secolo frantuma,
inesorabile.
***
Fuori sacco viaggiava
la notizia cattiva.
Dentro al sacco viaggiava
la notizia buona.
Fammi uscire, gridava
la notizia buona.
Resta dentro, bisbigliava
la notizia cattiva.
La voce della cattiva
rimbalzava però come il tuono
e il grido della buona
respirava come una foglia.
Poco dopo il mondo
si cavò la voglia
del tuono.
Un bambino trovò la foglia gialla per terra.
Era la guerra.
***
Artaud mi piace da matto.
E mi piace Dashiel Hammet.
Anche Hammet mi piace da matto.
Poi mi piace come ho detto Hoelderlin
nel mulino sul fiume
con la sua fantasia che è un lume di barca alla deriva.
Anche Hoelderlin mi piace da matto.
Mi piace Goethe mentre viaggia in Italia.
Poi mi piace Courier il vignaiuolo
Courier il pamphlettista
Courier assassinato nel bosco, da solo.
Anche Courier mi piace da matto.
Con la sua macchia sul codice di Longo detto il Sofista.
E poi mi piace Cavalcanti che arriva da lontano.
Cavalcanti mi piace da matto là nel suo esilio fra le paludi.
E mi piace Salimbene de Adam
coi suoi racconti degli inverni gelati.
Anche Salimbene mi fa impazzire.
E poi Bonvesin de la Riva e poi
Morgenstern che suona contro vento
e ad ogni momento vuole vivere e morire.
Bonvesin e Morgenstern sono favolosi.
Chi altro mi piace da matto?
Risponderò domani.
Adesso butto sassi nel fiume.
Ho le mani occupate
ad (per) allontanare i cani
della violenza vecchia della guerra
che già Omero
– ah, Omero mi piace da matto –
mentre cantava fra il fuoco ha maledetto.
Dispacci, foglio numero 9, 26 marzo 1986.
Informazioni aggiuntive
- Tipologia di testo: poesie pubblicate in fogli volanti
- Testata: Dispacci
- Anno di pubblicazione: foglio numero 9, 26 marzo 1986.


