L’inutilità dei poeti (ma non
della poesia) è una grande consolazione.
L’Impazienza veleggiava con la Bugia.
Eran distese sul ponte a mezza via
fra Terracina, le Ebridi e il Prato delle Signore.
Il sole d’agosto, intero, come un fiore
mostruoso sulla fronte.
Spettegolavano da ore
sulla comune amica Ideologia
che all’improvviso s’era malandata
invecchiata strinata schivata strapazzata
tanto che nessuno la salutava più.
“Gesù, diceva l’Impazienza,
nessuno lo poteva prevedere
tranne, forse, qualcuno dell’Espresso”.
E la Bugia: “Si mostrava virtuosa
mentre andava a letto con tutti,
stupida sinforosa”.
Il mare era immenso. Era proprio un mare d’agosto.
L’aria aveva uno strano odore di mosto
che si mescolava ai gerani sbiaditi sulle
colline toscane. “La fine
del mondo è vicina – diceva l’Impazienza –
senza l’ideologia come si fa a pensare?”
“Semplice, non si pensa – risponde la Bugia –
non si pensa e si ricomincia a fantasticare”.
15/8/78
***
IL COMPLESSO DI STOCCOLMA.
Più per abitudine che voglia
un ragno lentamente divorò una sogliola
sulla riva del mare
poi salì sopra un campanile
(era il mese d’aprile) e catturò
una mosca incantata a guardare il panorama;
ma ormai era sazio e non se la mangiò.
Decise che l’avrebbe conservata
per il cenone del prossimo natale
mescolandola all’insalata russa col caviale.
Però la mosca con molta discrezione e a poco a poco
con una lacrima o un timido sorriso
con una parola sussurrata o una canzone
condusse così bene il proprio gioco
che ai primi di dicembre,
al tempo delle nebbie in val Padana,
ottenne dal suo avido aguzzino
di uscire a prender aria in un’altana.
Ma non finì qui. Giorno per giorno
settimana dopo settimana
tanto lo strinse e tanto lo convinse
tanto l’affascinò
che invece di divorarla
il ragno la sposò.
16/9/78
***
1. Non ti fidare della felicità.
La felicità è infida.
2. Ho il cielo rotto fra le mani.
Sono frammenti di vetro.
Anche i cattivi dormono a quest’ora.
3. Gli anni parevano secoli.
Un rumore.
Il pioppo padano è come la betulla
della grande Russia,
va a morire lontano
ma prima vibra contro il cielo e lo scalfisce.
4. Val più un bicchier di Dalmato
che l’amor mio.
Ma dove vuoi che vada?
La strada porta a un’altra strada.
Bada, che la strada poi finisce.
5. Non sanno gestire la propria vita
e vogliono giudicare il mondo.
Il cormorano è il viaggiatore del mare.
Mio caro cuore, la primavera è arrivata.
6. Oh barriera di Barbeut, oh ultima diga,
a chi paragonare gli uomini di questa generazione?
Verrà certamente un vecchio ma non morto
un uomo vecchio come il fiume
che prenderà a volo le piume bianche degli uccelli
che prenderà in pugno la polvere
per innaffiare i fiori.
La spargerà anche sui miei capelli.
Una polvere bianca.
Io, per esempio, sarò vecchio per sempre
per sempre per sempre per sempre non mi
stancherò d’invecchiare.
7. La violenza delle cose è nelle cose.
8. El stioss, al stolizidi, la stiapata.
Il mare. Il mare.
Su questo puoi partire. O puoi tornare.
10/9/78
***
Il pool degli inquirenti.
“Hoscelto Mercedes perché vuol dire sicurezza”.
Il giudice Grillo avrebbe compiuto
una rapida missione
a Padova da Genova
il giudice Calogero avrebbe compiuto
una rapida missione
a Genova da Padova
il PM Di Noto avrebbe compiuto
una rapida missione
a Roma da Genova
i magistrati Amato e Guasco
avrebbero compiuto una rapida missione
a Genova da Roma
uomini della Digos avrebbero
compiuto una rapida missione
da Padova a Roma e poi
da Roma a Padova e poi
da Firenze a Milano e poi
da Milano a Firenze. Ricordi
amore mio la grande nevicata
dell’anno ’29? E le praterie intorno
a Siena quell’estate prima del terremoto?
Interrogato a Padova un supertestimone.
Il piano per l’austerità del
ministro Nicolazzi.
Le cose nostre non le devi mettere in piazza.
Oh, al gver ivan labla malgor difoga
istos rilant borga osud ordiani.
Nuvole, nuage basse bianche
nuvole che correte dritte dentro al
porreu porlarifraga obra pu insù.
È già arrivato majo il mese pazzo e
in Abruzzo si mangiano le virtù
ma non è ancora primavera.
Piove anzi, fa freddo. Si appannano i vetri
e quando scende la sera quattro stoccate ucci-
dono tutti i piccioni viaggiatori.
29/12/78
Salvo Imprevisti – Quadrimestrale di poesia, anno VI, n. 1, gennaio-aprile 1979.