La nostra vita di un anno
1. Fiorisce l’elleboro? Cantano pochi
uccelli fra cui lo scricciolo. Le
api in semiletargo fanno larghi voli di purificazione
e soleggiamento.
2. Cantano fringuelli, Capinera, Merlo, Pettirosso.
Tra gli alberi fioriscono il nocciolo, il
corniolo, tasso e poi l’ontano. Fioriscono favagello, lau-
rotino,
pié di gallo. Le api iniziano la covata.
3. Compaiono i fusti fertili dell’equiseto.
Fioriscono primula, viola, anemone dei boschi, erba tri-
nità,
farfaro, dente di cane, alloro, pungitopo, tamaro.
Se la stagione è favorevole escono i primi sciami delle
api.
4. Cadono le corna dei daini, il ghiro si risveglia dal letargo.
Orione e Sirio si vanno abbassando verso est.
5. Sciamatura naturale delle api e inizio del grande raccolto.
Fioriscono egopodio, aro, rosolaccio,
sambuco, pervinca, coronilla,
madreselva pelosa, maggiociondolo,
sanguinella, agrifoglio.
6. Partoriscono le femmine del daino.
I ghiri si corteggiano e si accoppiano.
Cessa il canto del torcicollo, maturano
le ciliege e i fichi fioroni,
compaiono i fusti sterili dell’equiseto,
fioriscono malva, ginestra, millefoglie, verbena,
alliaria, vilucchio, orobanche e poi il tiglio.
7. Gli uccelli tacciono, impegnati nella muta del piumaggio.
Di sera scintillano le lucciole; di giorno sui salici è
possibile vedere
l’aromia muschiata.
Le api finiscono il grande raccolto e eliminano i fuchi.
8. Friniscono le cicale.
Gli apicultori controllano le famiglie, eliminano i favi
vuoti,
sostituiscono le regine, tolgono i melari.
Partono i rondoni verso sud.
Fioriscono ibisco e ortica, maturano le mandorle.
9. Partono i cuculi e l’averla, comincia il passo autunnale.
Il daino muta pelliccia,
le api si preparano all’inverno.
Cominciano ad arrossarsi
le foglie della vite vergine sui muri.
Maturano i fichi settembrini.
10. Invasione di storni.
Le mantidi religiose depongono le uova
e muoiono.
Le api finiscono la covata.
11. Quasi tutti gli insetti muoiono,
api in semiletargo,
partono verso il sud i torcicollo.
Daino e muflone vanno in amore.
Presenti cinciallegre, cinciarelle,
cinge bige e
more.
P.S. Nella pianura i tori addentano le siepi
e prima del tramonto
distesi
sanguinano
aperti come un’onda di fuoco.
I castagni del viale si accartocciano dentro la
polvere e hanno la prima ruggine.
Questi giorni metallici.
Suscitano solo bisogni mai speranze.
Siamo sempre prevenuti nei desideri…
***
Terza considerazione breve
(Una sera
in cui rifletteva
sul povero passato
sul presente
sul breve futuro.
Era una notte)
ha vissuto, alle volte, due vite. Una vita
era la vita nel corso della vita in una
ineguale elisse
l’altra vita era la vita nel corso del fiume nel
suo ritorno verso le origini
dentro le lame della sua giovane infelicità e
il Liverpool è una squadra di calcio con
la maglia rossa
sul tavolo ho il volume di Sartre
aperto alla pagina 53 dove dice «mi
piaceva questa incertezza
e che la storia mi sfuggisse da ogni parte»
leggo e guardo ogni tanto
la Tv senza voce. Nella partita
Roma-Liverpool allo stadio Olimpico di Roma
uomini irati corrono lanciandosi coi piedi una
palla da destra a sinistra e da sinistra a destra
scrive Sartre «al cadere del giorno
sperduto in una giungla di parole»
la palla sembra neve ed è fuoco.
Guardo leggo e penso
alle malinconie di Molière
nelle notti di Parigi coperte
di neve.
A lumi spenti.
È possibile avere malinconie allo stato attuale?
(Le grandi malinconie di Molière sul
palcoscenico quando
si spengono i lumi
lui resta solo e in quel momento il
centravanti del Liverpool ha segnato un gol
Molière spegne i lumi soffiando sulla piccola fiamma
è lui l’attore comico di non molto talento
le notti di Roma sono terribili per la loro dolcezza
un grido è gol e
Lengua, n. 5, 1985.