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Il variopinto mondo delle merci

a Daria di Magistero

 

1. C’era un mondo di lunghi respiri

ma individuali

oggi bisogna acquisire gli elementi

                                          [obiettivi

di molte diversità. È il momento

di cambiare il comportamento e di

                                      [cominciare

a giudicare.

2. L’arte non è uno specchio che

                               [riflette una lotta

l’arte è sempre una vera arma

                                              [di lotta

3. La tortura (diversa dalle sevizie)

è la violenza su qualcuno fatta

                                         [per ordine

superiore. Non è uno strumento

                                           [sadico; è

strumento di governo.

Il medico viene utilizzato dalle

                                [forze repressive

per ottenere determinati fini

che altrimenti non sarebbero

                                           [possibili.

Per la tortura si presume la

                                       [conoscenza

di farmaci o limiti biologici

che solo i medici possono conoscere.

4. Anche l’amore è dentro alla

                                           [violenza.

Quando una donna piange

non piange solo per dolore

piange anche per rabbia.

Perché sa che cosa l’aspetta.

Non piange mai per amore.

5. Ogni atto di violenza

è solo un gesto di clemenza

verso le istituzioni

e mette lo studente e l’operaio

                                      [in ginocchio.

Mentre il potere trionfa e sfila

                                       [in cocchio.

6. Certo che le relazioni

fra uomo e donna

e capitale e lavoro

sono molto difficili

nei giorni che corrono.

7. Millecento persone muoiono ogni

                                               [giorno

di fame. Noi europei copriamo

il mondo di rifiuti

e sopra ci volano i gabbiani

sempre più bianchi sempre più

                                     [lenti sempre

più grassi sempre più voraci.

Gridano con la voce dei cani.

8. Quello che non è utile sparisce.

L’hanno preso una mattina

senza sapere perché.

Eppure andava via leggero

il suo passo non dava suono

era solo un pensiero.

9. Ma il figlio deve osservare il

                                               [padre

prima di dimenticarlo.

Non dimentico che mille schiene

                       [hanno sopportato un

tremendo dolore o mille uomini

              [sono adesso gocce di neve

sull’erba perché questa libertà

                     [incerta e amara ancora

salti come una mela acerba e dia

                                  [voce alla notte.

10. Ma il meglio deve ancora venire.

 

 

 

il manifesto, venerdì 23 settembre 1977.

 

 

 

Informazioni aggiuntive

  • Tipologia di testo: poesie pubblicate in quotidiani o riviste
  • Testata: il manifesto
  • Anno di pubblicazione: venerdì 23 settembre 1977
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