«Tre parole: occorre avere fede…»
nella sala settecentesca s’accende
il volo di rosati cherubini
e le patrizie impeccabili
guardano fisso negli occhi
il francescano possente
che conversando anela.
Sedute, le più giovani madame
offrono alle labbra del monaco,
così perverse, una fredda umiltà.
Piegano i morbidi ginocchi,
assorte promettono castità,
si turbano come colombe, poi dileguano
come colombe, in branco,
col peccato prossimo che splende.
(Dal poemetto “Le lupe dorate” in Dopo Campoformio)