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Ognuno lascia la vita come se l’avesse cominciata ora

Farei altrettanta attenzione alla differenza che c’è

fra partecipare o dimenticare.

Anche queste cose suggerisce l’esperienza.

O l’amore

 

uccide la speranza per il futuro

chi non si ricorda di un amico

o colui che non ascolta.

Specie quando è chiamato.

 

Grida la carne (come avverte il filosofo

greco al numero 33)

grida la carne: non aver fame

non aver sete non aver freddo.

Ma spera di gareggiare per la felicità.

 

Molte sono le cause per cui un giovane

può voler partire.

Le cause non previste sono quelle

che colpiscono anche l’attesa degli amici.

Noi non siamo qui per ricordare.

Ci prepariamo a partecipare.

 

E dopo, la vibrazione del suono filtrerà dritta

nel cuore della terra

sveglierà antiche avventure

grandi avventure avventure dimenticate

e una improvvisa battaglia fra i giganti

e gli gnomi si scatena sull’orlo dei vulcani.

Non vince il più forte.

Ma chi ha la pazienza di aspettare.

 

Un cavallo di fuoco corre ridendo sulla terra

si bagna nel fiume vola alto nella foresta

dice: preparatevi a vedere cose meravigliose.

I giovani che non sono invecchiati

camminano di nuovo tra noi.

Dispongono le opere.

Tutto deve ricominciare.

Niente è andato perduto.

 

 

 

Omaggio a Demetrio Stratos, La Città Futura, 22 giugno 1979.

 

 

 

Informazioni aggiuntive

  • Tipologia di testo: poesie pubblicate in quotidiani o riviste
  • Testata: La Città Futura
  • Anno di pubblicazione: 22 giugno 1979
Letto 7726 volte Ultima modifica il Giovedì, 03 Ottobre 2013 09:57